La Fototeca

Quella della Fototeca della Fondazione Ansaldo è un’esperienza archivistica particolarmente significativa per originalità, dimensioni e continuità: sin dal 1979 si è dato infatti avvio, con la costituzione della “Sezione materiale fotografico” dell’allora Archivio Storico Ansaldo, ad una esemplare attività di salvaguardia e valorizzazione della fotografia industriale d’epoca intesa come bene culturale. Un’iniziativa anticipatrice, se pensiamo che all’epoca i fondi fotografici non erano considerati documentazione di pregio e di rilevanza archivistica e, ancora, che è stato necessario attendere il Testo Unico Disposizioni Legislative in Materia di Beni Culturali e Ambientali del 1999 per vedere le fonti fotografiche finalmente incluse tra i beni culturali.

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L’obiettivo iniziale della Fototeca fu quello di recuperare la documentazione fotografica superstite: complesse vicende societarie e, più in generale, una scarsa attenzione da parte aziendale verso la propria memoria storica, avevano infatti determinato dispersioni rilevanti del patrimonio fotografico dell’Ansaldo. Nonostante ciò la Fototeca riuscì in breve tempo a costituire una non trascurabile raccolta di oltre 25mila pezzi originali, in massima parte negativi su lastra di vetro ai sali d’argento. Con il passare del tempo l’azione volta a raccogliere, conservare, riordinare e mettere a disposizione della collettività la documentazione fotografica dell’azienda si è progressivamente estesa a tutte le imprese del gruppo Ansaldo, alle società controllate e alle collegate, fino ad arrivare, nel 2000, a coinvolgere anche altre significative realtà imprenditoriali del mondo economico genovese e nazionale, in coerenza con la più ampia missione della Fondazione Ansaldo quale archivio economico di concentrazione.

Con l’affermarsi, negli anni Ottanta del secolo scorso, dell’interesse per la documentazione archivistica prodotta dall’impresa, con l’apertura al pubblico di un crescente numero di archivi storici d’impresa, con il maturare delle principali tematiche relative alla loro salvaguardia e valorizzazione, anche la fotografia industriale si è imposta alla comune attenzione. In questo senso la Fototeca Ansaldo ha svolto e svolge un ruolo non secondario, attraverso realizzazioni editoriali, eventi espositivi, importanti contributi in termini archivistici. Per citare alcuni esempi: nel 1986 il “Progetto Videodisco”, la prima applicazione digitale del nostro Paese dedicata alla conservazione e gestione della memoria storica d’impresa, con il quale un primo lotto di 35mila immagini d’epoca fu schedata e memorizzata su disco ottico rendendo possibile, attraverso l’interrogazione degli oltre due milioni di parole-chiave raccolte nelle schede catalografiche associate alle fotografie, la visualizzazione di una o più immagini; il convegno internazionale “Fotografia. Dallo specchio del reale alla perdita di identità”, curato nell’aprile 1989 in occasione dei centocinquant’anni dall’invenzione di Daguerre e partecipato da studiosi della fotografia, scrittori, storici, archivisti; la mostra “Scatti di industria. 160 anni di immagini dalla Fototeca Ansaldo”, allestita nel novembre 2013 a Palazzo Ducale di Genova e costituita da oltre un migliaio di immagini.

 

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Attiva in ogni sua articolazione - dall’acquisizione di nuovi documenti fotografici, al restauro dei supporti maggiormente minacciati dal degrado chimico-fisico, al servizio al pubblico - la Fototeca, al fine di cogliere le opportunità di valorizzazione e fruizione offerte dal web e dalle più recenti tecnologie digitali, ha intrapreso a partire dal 2015 il progetto “Fotografia e Industria”, finanziato dalla Compagnia di San Paolo. Si tratta di un ampio piano di lavoro, articolato in varie fasi, che si propone di raggiungere alla fine del 2019 il traguardo di 40.000 immagini digitalizzate e rese disponibili alla comunità scientifica e alla collettività.

 

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